Visual Voltage è un’iniziativa promossa dallo Swedish Institute in collaborazione con l’Interactive Institute svedese. È una mostra itinerante che ha già toccato città come Shangai, Washington DC, Brussels, Berlino e la prossima tappa sarà Pechino.
Lo scopo è quello di affrontare i problemi legati al consumo energetico cercando di dare una visualizzazione all’energia. Solo attraverso l’esperibilità di essa si può comprendere la sua entità e attribuirne una misurazione e solo con tali mezzi si può comprendere la differenza tra bisogno è spreco.
Static!
Sicuramente il pezzo forte della mostra: un semplicissimo cavo elettrico, il quale si illumina al passaggio di elettricità. A seconda del consumo varia la sua luminosità in tempo reale, comunicando inequivocabilmente il consumo e la sua quantità. Lo voglio assolutamente! Progetto dell’interactive institute.

the Spirit og High Voltage
È un’installazione video nella quale il protagonista è il suono del voltaggio elettrico. (foto in basso a destra)

Lundry Lamp
(foto in alto a sinistra) La normale lampadina è 95% calore e 5% luce, perchè non sfruttare il 95% di calore cha altrimente verrebbe dissipato asciugando i panni bagnati? Anche questo lo voglio a casa!
Mezzo
è un’installazione composta da diversi monitor appesi, i quali si animano con la presenza di un fruitore. Avvicinandosi aumenta il volume dei video allo stesso tempo i monitor ‘rubano’ energia dal corpo per alimentarsi. Molto interessante, anche se credo che l’interazione non sia opportuna. Avvicinandosi il suono emesso diventa rapidamente frastornate, creando anche imbarazzo nonchè a volte fastidio. Forse il rumore crea l’effetto repulsione e allontanamento, ma se i dispositivi necessitano della vicinanza del corpo allora dovrebbero emettere qualcosa di più gradevole o quantomeno incoraggiante.

Flower Lamp
È una lampada dalla forma di un fiore che si muove, se il consumo eneregetico domestico diminuisce si schiude. Molto chic anche se forse un po troppo prominente… roba da borghesi

Aware
È un orologio a forma di casetta il quale display visualizza con la scia prodotta dalle sue lancette il consumo domestico gionaliero. Il colore più scuro rappresenta il consumo della giornata precendente.
Molto carino.

like there was no Tomorrow
Le piante crescono se l’anidride carbonica aumenta nell’atmosfera.

Energy Harvest
Sicuramente tra gli oggetti più interessanti esposti in occasione della tappa belinese, ma sono quasi certa che non appartengano alla collezione.

Piccoli oggetti che catturano diversi tipi di rifiuti sparsi nell’ambiente e li riconverte in energia in una batteria. Il primo in alto a sinistra assorbe il calore, quello a destra le vibrazioni.

Il primo in alto sfrutta le onde sonore, il secondo sotto la luce.

L’oggetto a sinistra sfrutta il movimento eolico. Anche il telescopio converte la luce catturata in energia. Piccoli amichetti portatili che si alimentano di ‘rifiuti’ per ‘ricaricarsi le pile’, dal design semplice, pulito ma grazioso. Progettati da Myriel Milievic. Molto interessante!
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